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dal 30 maggio al 19 luglio 2009
orari: venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 - 12.00 / 15.00 –
19.00.
ingresso: € 2.60,
ridotto € 1.60
Inaugurazione: sabato 30 maggio ore 17.30
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Prefazione
di Fabio Passera, Sindaco di Maccagno
Presentazione di Claudio Rizzi
Comunicato stampa
Il “Premio Maccagno”
collega in sinergia cinque Premi esistenti nel territorio lombardo: “Rassegna
Internazionale Giovanni Segantini e Bice Bugatti” – Nova Milanese;
“Premio Nazionale Rinaldo ed Ermenegildo Agazzi” - Mapello; “Premio
Biennale di Pittura Luigi Brambati” - Castiglione d’Adda; “Premio
Morlotti” - Imbersago; “Premio Internazionale d’Arte Città di Bozzolo –
Biennale Don Primo Mazzolari” - Bozzolo.
Nel meccanismo operativo si rinnovano obiettivi e finalità delle singole
Rassegne che si rafforzano nella reciprocità di compartecipazione e nella
ulteriore valorizzazione dei singoli contenuti. I cinque Premi chiamati in
sinergia ampliano in questo modo il proprio raggio d’azione e proiettano la
propria attività a ulteriore cassa di risonanza superando i confini locali e
concretizzando un’azione sistematica. Si potenzia l’impegno alla divulgazione
dei valori e alla promozione dell’Arte Contemporanea, rafforzando validità e
percorso di ogni singolo Premio.
La mostra propone cinquanta opere appartenenti a venticinque artisti, già partecipanti alle singole manifestazioni e segnalatisi per evidenti meriti: Marco Anzani, Ako Atikossie, Laura Branca, Dino Buffagni, Arrigo Buttazzoni, Laetitia Calcagno, Andres David Carrara, Adriano Castelli, Franco Chiarani, Alessandro Fabbris, Victor Ferraj, Barbara Galbiati, Nevio Monacchi, Mattia Montemezzani, Mario Paschetta, Anders Christian Pedersen, Marco Perroni, Ugo Rassatti, Grazia Ribaudo, Daniela Romagnoli, Alessandra Rovelli, Vanni Saltarelli, Alessandro Sanna, Sandro Soravia, Marco Tamburro.
Il Premio Maccagno assegna due premi acquisto e, al vincitore assoluto, dedica una mostra personale che verrà allestita a Milano, nell’anno 2010, presso l’Associazione Culturale “Spazio Tadini”.
La Giuria sarà composta dai critici d’arte Alberto Pellegatta e Angela Madesani, dal Direttore Artistico del Museo, dal Presidente dell’Associazione Culturale “Spazio Tadini”, dal Sindaco di Maccagno, da un delegato dell’Assessore Cultura Regione Lombardia, dall’Assessore alla Cultura (o suo delegato) della Provincia di Varese.
A cura di Claudio Rizzi, con coordinamento di Ad Acta, i Patrocini di Regione Lombardia e di Provincia di Varese, unitamente a quelli dei Comuni di Nova Milanese, Mapello, Castiglione d’Adda, Imbersago, Bozzolo e delle Province di Milano, Bergamo, Lodi, Lecco e Mantova, catalogo Silvia Editrice, la mostra propone al pubblico un ampio e ulteriore capitolo della contemporaneità.
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Premio Maccagno
di Fabio Passera, Sindaco di Maccagno
Il
Premio Maccagno rappresenta un’assoluta novità per il Civico Museo.
Fortemente voluto dall’Associazione Polo Museale”Parisi-Valle”, rappresenta una
sorta di sintesi delle diverse esperienze fin qui intraprese, unite alla volontà
di confrontarsi con altri importanti centri della Lombardia che hanno
sperimentato - nel tempo - la formula del Premio, inteso tuttavia quale
iniziativa singola e autonoma, senza il meccanismo di correlazione e sinergia
che oggi presentiamo in riva al nostro Lago Maggiore.
Uscire allo scoperto e accettare di aprirsi ad altre esperienze è, a mio avviso,
sempre un sintomo di intelligente capacità di mettersi alla prova.
Gli artisti che il pubblico potrà ammirare – prima ancora di quelli che la
giuria vorrà premiare – saranno i veri testimonial della nuova frontiera che si
sperimenta ora a Maccagno.
Con questo evento chiude formalmente il mio mandato amministrativo e questo
momento intende riassumere un impegno durato cinque anni e vissuto sempre alla
ricerca del “bello” e del “piacere” per il pubblico.
In attesa di rivederci appena tra un mese, voglio citare con un abbraccio tutti
quanti hanno collaborato con me in questi anni.
I miei consiglieri e i vertici dell’Associazione che ha fin qui gestito il Museo
e le persone che hanno fattivamente costruito mostra dopo mostra.
Ringrazio Claudio Rizzi e la sua organizzazione per la pazienza, l’amicizia e la
caparbietà con le quali mi hanno sempre aiutato e supportato.
Senza dimenticare il pubblico accorso nelle nostre sale e i tanti artisti che
hanno manifestato disponibilità e soddisfazione nell’ esporre da noi integrando
generosamente, con donazione delle loro opere, il patrimonio artistico del
Museo.
Senza questi elementi essenziali, oggi non saremmo neppure qui a parlare di
quest’esperienza.
Quando si conclude un mandato, un ciclo, si sa che il domani comporterà
ulteriori aspetti, anche e semplicemente derivanti dai programmi realizzati e
dal naturale processo evolutivo.
C’è, nella vita come nelle cose di tutti i giorni, un tempo per ogni stagione.
L’importante è avere idee chiare che accompagnino le stagioni che ci si aprono
dinnanzi.
Il principio di continuità diviene anima e strumento per affrontare il futuro,
per offrire e garantire, ai cittadini e ai forestieri, sempre più e sempre
meglio.
Fabio
Passera
Sindaco di Maccagno
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Premio Maccagno
di Claudio Rizzi
Percorsi
dieci anni di attività, il Museo Civico di Maccagno vara un Premio di Pittura e
Scultura. I primi cinque anni sono transitati all’insegna del rodaggio, i
successivi, focalizzata l’ottica e regolati i meccanismi, hanno delineato un
itinerario di documentazione e approfondimento della contemporaneità dell’arte
con particolare riguardo al territorio della Lombardia.
Le rassegne tematiche hanno inquadrato ampi brani dell’attualità e le mostre
monografiche hanno favorito la lettura capillare di alcuni protagonisti e la
confidenza con i linguaggi del nostro tempo.
Nel recente periodo, grazie al programma quadriennale “Acquisizioni”, il Museo
ha raccolto duecento opere per dotarsi di una Collezione propria, di qualità
considerevole, significativa nella sintesi di panorama e capace di animare, nel
presente o in ipotesi futura, autonomia espositiva.
La prospettiva del Museo non ha rincorso il facile consenso che arride ai titoli
di roboanza né la facilità del già visto e noto ma ha aperto pagine nuove e
inedite, ha offerto occasioni di palcoscenico a giovani autori, ha accolto una
vasta pluralità espressiva.
L’istituzione di un Premio d’Arte a Maccagno deriva da considerazioni che
superano la volontà di promozione o la necessità di acquisire opere.
Evidentemente altre e differenti valutazioni motivano l’iniziativa.
In Lombardia si svolgono annualmente vari Premi. Alcuni rivestono carattere
storico, altri alimentano un profilo di alta qualità, altri ancora si attestano
a valore locale.
Un comune denominatore evidenzia la brevità di risonanza di un Premio. Un grande
lavoro di preparazione dietro le quinte si illumina, si accende e subito si
spegne nel breve volgere di un tempo esiguo. E l’eco non risuona mai
proporzionalmente all’intensità dell’iniziativa.
La correlazione tra diversi Premi, la sinergia organizzativa e la pari
opportunità tra i partecipanti determinano continuità e ulteriore riscontro
superando l’ampiezza della singola rassegna.
L’orizzonte si apre da una ribalta all’altra e da qui, ancora, si proietta a una
mostra a Milano nelle sale dello “Spazio Tadini”.
La partecipazione dei Premi correlati consiste nella singola segnalazione di
cinque autori liberamente individuati tra i vincitori o gli accreditati nelle
precedenti edizioni.
Si propone una seconda chance per gli artisti ma soprattutto, nel tessuto
collettivo, emerge il valore propositivo delle manifestazioni chiamate in causa.
Il Premio di Nova Milanese “Bice Bugatti - Giovanni Segantini” compie oggi
cinquant’anni e nel lungo percorso ha ospitato autorevoli personalità della
pittura, della scultura e della critica d’arte, tanto da tradursi in importante
testimonianza storica dell’evoluzione dell’arte dalla seconda metà del ‘900.
Il Premio di Mapello “Rinaldo e Ermenegildo Agazzi” compie venticinque anni e,
oltre a catalizzare una folta coralità di Comuni del territorio bergamasco, ha
sempre allestito esposizioni all’estero ed ora é approdato a mostre
istituzionali di grande rilievo a Strasburgo e a Parigi.
Il Premio di Bozzolo “Premio Internazionale d’Arte Città di Bozzolo – Biennale
Don Primo Mazzolari” ha ripreso dai primi anni Duemila la tradizione iniziata
negli anni Cinquanta che vedeva il piccolo Comune spartiacque tra Cremona e
Mantova tra i protagonisti dell’arte nella pianura padana.
Il Premio di Castiglione d’Adda e della Provincia di Lodi “Premio Biennale di
Pittura Luigi Brambati” nato per onorare la memoria e la figura di un
indimenticato pittore, è particolarmente votato ai giovani artisti e riveste un
ruolo certamente destinato a ulteriore affermazione.
Il Premio di Imbersago “Premio Morlotti”, consolidato negli anni e nella qualità
organizzativa, indica già nell’intestazione un profilo nazionale e si configura
come riferimento sicuro, palcoscenico di proposta e molo di partenza.
Cinque Premi di importante funzione, punti cardine nella gestione pubblica della
cultura, attivi per continuità di coerenza e fondamento storico.
Eppure la rinomanza è inferiore al merito e patisce l’assenza di risorse
economiche destinate alla comunicazione, alla pubblicità e ai proclami
mediatici. Vivono, come il Museo di Maccagno, di stanziamenti all’insegna della
parsimonia, di spesa mirata, implementata da buona volontà, volontariato e
passione.
Denominatori comuni che hanno suggerito la correlazione di questi cinque Premi
dissuadendo da un ipotetico riferimento a Gallarate, Lissone e Suzzara, Premi di
altra statura, nella disponibilità economica e nella referenzialità, che
affrontano l’onere di ricucire passato e futuro.
La vitalità del meccanismo operativo è basilare: un Premio sembra uguale o
analogo a un altro ma non è vero. La formula, ovvero la struttura, ne
caratterizza e al contempo ne differenzia la costituzione.
La frequente modificazione del progetto non comporta beneficio di continuità
anzi, mina le radici di solidità. La coerenza di percorso determina riscontro.
Con questa convinzione, benché senza un proprio fondamento storico, l’iniziativa
che oggi salpa da Maccagno affronta il futuro.
Alimenta il coraggio dell’impresa, affronta un nuovo cammino. Senza timore né
soggezione, con l’incoraggiamento e la partecipazione dei compagni di viaggio,
dei Comuni e delle Provincie che condividono idea e programma, degli artisti che
hanno aderito all’invito pronti ancora una volta a calcare la scena con sana
sportività.
La prospettiva attraente consiste nel sistema di partecipazione, nel dialogo tra
organizzatori, Enti, Istituzioni, nel ritrovarsi tra partecipanti, nel
palcoscenico nuovo oppure ritrovato.
Valori condivisi dai partner, esempio non frequente di concreta collaborazione a
suggerimento di nuove grandi avventure.
Claudio Rizzi