Torna a mostre precedenti

 

ACQUISIZIONI 2009

dal 22 febbraio al 13 aprile 2009
orari: venerdì, sabato, domenica e festivi  10.00 - 12.00 /  15.00 – 18.00.
ingresso: € 2.60, ridotto € 1.60

Inaugurazione: sabato 21 febbraio ore 17.30
 

aa 

---  


Presentazione di Claudio Rizzi

Comunicato stampa

Il progetto “Acquisizioni”, decollato nel 2006 e ribadito sino ad oggi, conclude ora il suo percorso quadriennale affidando alle Raccolte del Museo più di duecento opere riferite ad altrettanti artisti contemporanei.
Un esito rilevante e un bilancio di grande soddisfazione.

---

 

Aldo Alberti
Notturno a Gran Canarie
2008
Giuseppe Bombaci
Untitled
2008
 

Le opere interpretano differenze e diversità di tecniche, espressioni e linguaggi ma testimoniano vitalità e fervore del tempo, tesi e antitesi, valori forti nel dibattito intellettuale e condivisi nel territorio.

In questa quarta sessione di Acquisizioni approdano al Museo cinquantasette nuove opere, di pittura, scultura, disegno e incisione, appartenenti ad Aldo Alberti, Valerio Anceschi, Simone Beck, Angelo Bertoglio, Angelo Giuseppe Bertolio, Giuseppe Bombaci, Claudia Canavesi, Michele Cannaò, Giuliano Cardella, Valentina Carnieli, Elisabetta Casella, Nino Cassani, Lorenzo Cazzaniga, Giancarlo Cerri, Giovanni Cerri, Piero Cicoli, Raffaele Cioffi, Gladys Colmenares, Alfredo Colombo, Luca Crippa, Michele Delisi, Massimo Falsaci, Davide Ferro, Ilaria Forlini, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Itala Gasparini, Marianna Gasperini, Remo Giatti, Marco Grimaldi, Fazio Lauria, Niccolò Mandelli Contegni, Max Marra, Ruggero Marrani, Elena Mezzadra, Antonio Mignozzi, Gualtiero Mocenni, Mattia Montemezzani, Gaetano Orazio, Antonio Pacchiarini, Giovanna Pesenti, Gabriele Poli, Stella Ranza, Paola Ravasio, Clotilde Rinella, Brunella Rossi, Pietro Scampini, Paolo Schiavocampo, Emilio Tadini, Angelo Titonel.

 

---

---

Antonio Franzetti
Figura
2007
Max Marra
Notturno cosmos
2009
Elena Mezzadra
Composizione
2002-2004
Gabriele Poli
Angelo della periferia
2008

Grazie alla consistenza della Raccolta, il Museo potrà intessere mostre a tema e rassegne didattiche attingendo al proprio patrimonio e operando in autonomia. Potrà concedere prestiti, diffondere, valorizzare e favorire iniziative esterne. Documentare in forma sinottica coralità e pluralità, geografia contemporanea dell’arte.

Acquisire significa crescere e il Museo Civico di Maccagno oggi si pone a pieno diritto tra le Istituzioni culturali di maggiore continuità nella programmazione, nella coerenza espositiva e nella realizzazione del programma, che prevedeva, come perno di forza nel tempo, il progetto “Acquisizioni”.

Giancarlo Cerri
Per amore del paesaggio
1994-1995

Emilio Tadini
Figura
2003

A cura di Claudio Rizzi, con coordinamento di Ad Acta, Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Varese, catalogo Silvia Editrice, la mostra propone al pubblico un ampio e ulteriore capitolo della contemporaneità.

---

 

Antonio Pacchiarini
Veduta dal Lago Maggiore
1982
Paolo Schiavocampo
Corpus Christi
2008
 

_________________________

Presentazione

Acquisizioni 2009
di Claudio Rizzi

Due direzioni opposte. Il mercato e l’arte. Eppure dovrebbero essere concetti strettamente congiunti, visto che il termine esatto è “mercato dell’arte”. Ma gli interessi economici prevalgono sui valori artistici e il centro d’attenzione si sposta  dal versante critico al riscontro venale.
Il concetto di investimento travalica l’inclinazione personale e la risonanza dei bollettini determina la direzione d’acquisto. Investimento: sì, con tanti auguri. Perché  la sventolata della finanza nel 2008 dovrebbe insegnare qualcosa.
Moda, tendenze e collaudato sistema di sinergia tra mercanti fanno convergere le preferenze verso alcuni specifici artisti, considerati  ormai come titoli di borsa più che autori di ricerca espressiva. Tutti gli altri, chi più, chi meno, in lista d’attesa.
Al considerevole numero di mercanti d’arte che alimentano una consolidata rosa di nomi radicati nel tempo, quasi una specie di archeologia moderna e contemporanea, corrispondono pochi galleristi  impegnati nella  proposta e nella divulgazione di altre e nuove personalità.
Un tempo le Gallerie d’arte si diversificavano e si nobilitavano nella “scuderia”. Si diceva così. E non era offensivo, perchè la scuderia non è una stalla e non ospita animali ma accoglie cavalli di razza, campioni. Ogni Galleria assisteva i propri campioni  e, di norma, si indirizzava a una corrente, a un gruppo, determinando la qualità del nucleo.
Questo oggi esiste ben di rado. È limitato dunque il palcoscenico per instaurare dialogo con il grande pubblico, per mostrare la contemporaneità pulsante, l’attualità, fervore, ricerca, vizi e virtù.
Il mondo procede e nel mondo anche l’arte. Se mercanti e galleristi, che nella sfera del privato godono piena facoltà di determinare indirizzi e operato, non aprono una piazza d’incontro, occorre che altri provvedano.
Il museo, tanto più se di estrazione civica e di vocazione all’arte contemporanea, deve farsi carico di questo compito, naturalmente esercitando forte attenzione critica e selezione dei contenuti.
In questo senso si sviluppano le sinergie tra Pubblico e Privato, tra Istituzioni e Cittadini, tra dire e fare.
Il museo testimonia un’epoca e dalla sintassi dell’arte si legge il tessuto sociale. Non si tratta solo di luogo del bello ma di culla della cultura intesa come intreccio di rapporti e collegamenti tra discipline, comparti, tesi e antitesi della quotidianità.
L’approccio migliore è denotato dai bambini che, nella spontaneità di percezione, intessono dialogo immediato ed esprimono correlazioni libere dal pregiudizio del gusto e dalle singole conflittualità dell’adulto.
Un’ Amministrazione intelligente, ed è il caso verificatosi a  Maccagno in questi anni, non ha obbligo di  gestire direttamente il settore cultura ma ha l’autorità per promuoverla e sostenerla  riconoscendone l’importanza nonostante la subalternità alle esigenze primarie e inderogabili della collettività.
Dinnanzi ai temi prioritari di una comunità, l’argomento cultura può configurare una fase di considerazione successiva ma propone sempre valori di connessione fondamentale consistenti non solo nella crescita civile ma anche nei risvolti d’immagine, turismo e indotto economico.
Ora, e sempre più, si valorizzano queste reciprocità di interesse e si attua una programmazione articolata ma unitaria.
Occorre tuttavia che i singoli comparti sviluppino maturità e autonomia di percorso: efficienza dei servizi, qualità della proposta, grado di concretezza.
In questa ottica il museo civico  deve porsi  non come corollario  ma quale fulcro di rinomanza, promotore attivo ed emblema del territorio.
Non può ridursi a semplice contenitore, salone delle feste oppure oratorio dei notabili. Non avrebbe alcun senso né alcun valore nella strategia di sviluppo.
Si deve dotare di personalità forte, di capacità dinamica, di  riconoscibilità nitida per risultare riferimento certo in proiezione geografica.
Occorrono progettualità, coerenza e contenuti.
Il patrimonio è fondamentale. Un museo ricco nelle proprie Raccolte disporrà sempre di capacità propositive e di valori autonomi. Un contenitore dipendente da occasionalità e fattori esterni sarà sempre uno scatolone a rischio della propria muffa.
Il nostro Museo, consapevole di queste ed altre considerazioni, ha affrontato una strada ardita ma solare e, persino senza troppa fatica, ha costruito molto.
Ha operato una scelta precisa: conoscere e documentare la contemporaneità. Approfondire  la lettura e monitorare il panorama per comprenderne i tratti essenziali. Decifrare l’evoluzione dell’arte attraverso la maturazione di strumenti e caratteri, coglierne gli aspetti lirici e strutturali, concetti e intonazioni, processi di rinnovamento e baluardi di resistenza.
Senza lasciarsi abbagliare dal riverbero dei nomi altisonanti, o cadere nella retorica del già visto   o emulare mode e dettati del mercato, il Museo ha allestito mostre tematiche di ampio respiro e mostre monografiche dedicate a personalità di sicuro profilo. Ha selezionato e proposto delineando una  intensa sequenza di espressioni artistiche, ha evidenziato differenze e diversità indicando come la pluralità determini  la sinfonia dell’attualità. E, in parallelo al calendario espositivo, a conferma della propria identità, ha operato un ragguardevole incremento delle Raccolte.

Il progetto quadriennale “Acquisizioni”, quando venne varato, nel 2006, appariva ad alcuni come ambizioso e difficile; invece si  è dimostrato subito calzante e condiviso, accolto con favore da artisti, collezionisti e frequentatori dell’arte. Pertinente alle attese e alle necessità, si è svolto con semplicità e successo.
Alcuni artisti erano già dotati di ampia notorietà ma hanno comunque aderito con il piacere della partecipazione. Altri hanno gradito e i più giovani hanno compreso il piacere di ritrovarsi con i più esperti.
Oggi il Museo beneficia di ulteriore motivo di distinzione: non solo l’idea coraggiosa della propria architettura  sull’acqua né il considerevole lotto di opere appartenente alla donazione iniziale ma un nuovo e ricco patrimonio consistente in più di duecento opere  che testimoniano tecniche, poetiche e linguaggi che concorrono in coro a scandire l’arte nel nostro tempo e nel nostro territorio.
Così, come recitano le favole, “vissero tutti felici e contenti”.

Claudio Rizzi

 

  Torna all'inizio