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Ironia
e metafisica nell’opera visiva
di
Alberto Paolo Bevilacqua
dal
08 dicembre 2002 al 16 marzo 2003
orari: mercoledì, sabato e domenica 10-12 / 15-18, altri
giorni su appuntamento
ingresso: € 2.60, ridotto € 1.60
Inaugurazione: sabato 7 dicembre
2002 , ore 16.30

Comunicato Stampa
L’insieme delle
opere, che costituiscono la donazione fatta da Giuseppe Vittorio Parisi e dalla
moglie Wanda Valle, sono un contributo alla definizione del quadro dell’arte
moderna e contemporanea italiana che va dal 1930 al 1980. Esse rendono possibile
un confronto con le più avanzate esperienze artistiche europee del XX secolo.
In quest’ottica si inserisce perfettamente la produzione grafica di Alberto
Paolo Bevilacqua. Sue sono le quarantanove opere (che vanno dal 1947 al 1976)
esposte fino a marzo 2003 al Civico Museo Parisi Valle.
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Di origine
palermitana (Palermo 1896 – Roma 1979) Bevilacqua, che dopo il conseguimento
dei titoli di idoneità inizia quasi subito il suo percorso di insegnante, entra
a far parte di quella cerchia artistico-culturale che caratterizza la società
siciliana nei primi anni ’20 del secolo scorso. Siamo agli esordi del Futurismo
isolano. Insieme con Pippo Rizzo e Vittorio Corona, Bevilacqua ne assorbe e
rielabora le linee fondamentali grazie anche alla sua amicizia con Giacomo
Balla, determinante per la scelta più progressista del suo lavoro.
Da Milano a Torino e poi successivamente a Roma dove Bevilacqua ha condotto e
applicato, presso l’Istituto Superiore d’Arte, l’insegnamento delle
discipline grafiche.
Il sodalizio con Ettore Colla ideatore della Fondazione Origine (che
raggruppava Colla, Sadun, Capogrossi, Donadelli, Burri, Parisi e altri) fu assai
positiva per lo sviluppo del pensiero visivo di Bevilacqua. Tale Fondazione si
prefiggeva di fornire il percorso da seguire per risolvere la contrapposizione
tra arte figurativa e arte astratta attraverso “forme elementari, colorazione
violenta, pochi colori, sintesi, semplicità di mezzi e umiltà”
Un’analisi retrospettiva della produzione di Alberto Paolo Bevilacqua ci
permette di scorgere nelle opere esposte l’influenza dettata dalle grandi
correnti artistiche sviluppatesi nella prima metà del 1900: dalla metafisica al
futurismo, dal cubismo al surrealismo per poi passare agli indirizzi dettati da
Fondazione Origine.
Eclettismo di stili, ma anche di temi: da personaggi del mondo circense a quelli
di ambienti mondani tratteggiati con toni a volte ironici, a volte fiabeschi,
ovvero ironia della vita nelle sue infinite espressioni.
Ma anche passionali partecipazioni di denuncia della tragedia bellica e umana
come testimoniano le opere “Il mostro della guerra” (1968) e il mostro della
“Droga” (1971). Il tema della ”mostruosità è sviluppato anche attraverso
la metafora del mondo animale: “Un mostro corre l’Europa” (1960).
Il mondo animale è però anche il soggetto di uno
stile più pacato e descrittivo, espressione di un’abilità tecnica propria di
questo artista.
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La mostra, che apre
al pubblico l’8 dicembre 2002, resterà aperta fino al 16 marzo 2003.
La
mostra è curata da Daniela Martarelli.
Il Civico Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), ubicato in una struttura architettonica in cemento armato costruita a ponte sul fiume Giona, alla confluenza dello stesso nel Lago Maggiore, è attivo dal 1998. Realizzato su progetto di un team composto dall’architetto romano Maurizio Sacripanti (1916-1996), dall’ingegnere Giuseppe Noris (1924-1989), dall’architetto Riccardo Colella e da Giuseppe Vittorio Parisi, artista esperto di cultura visiva e fondatore del Museo, l’edificio ha conseguito il premio IN/ARCH 1991-92 per una struttura architettonica di carattere culturale.
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