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LUIGI STRADELLA
Cinquant'anni di palcoscenico

dal 2 aprile al 7 maggio 2006
orari: venerdì, sabato, domenica e festivi  10.00 - 12.00 /  15.00 – 18.00.
ingresso: € 2.60, ridotto € 1.60

Inaugurazione: sabato 1 aprile 2006 ore 17.30
 

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Presentazione di Stefano Crespi

In un rapporto più stretto e diretto con la pittura, si coglie in tanti punti della riflessione di Stradella una coscienza della propria poetica: il visionario, una sottile allucinazione, il colore come segno interiore e non empirico. È quasi una Stimmung psicotica, creativa che diviene via via immagine dell’inconscio, dell’emozione inafferrabile, della tristezza, dell’inquietudine, della nostalgia, dell’assenza.

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Il cesto, 1953
olio su tela

Anfratti d'asfalto, 1993
olio su tela

 Pascoli alti, 1995
olio su tavola (particolare)

È una pittura quindi che rifugge da categorie storicistiche (le situazioni per esempio neofigurative o astratte); ma si pone anche con lucida consapevolezza rispetto all’informale...

...La pittura di Stradella è segnata dalla ricerca, da un sentire, anche dallo sconforto, dal movimento. Non c’è la sigla, non c’è la tipologia. La sua immagine può risultare anche difficoltosa nella lettura. C’è una continua metafora di soglia, di ritmo febbrile, di <<voce>>, di <<improbabilità>> poetica rispetto alle probabilità linguistiche, di flusso della memoria, di confini tra il qui e l’altrove, tra il transeunte e una punta amorosa di simbolismo.

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Plenilunio, 1998
olio su tela
(particolare)

Tombale (dittico), 1999
olio su tela (particolare)

 

...Una pittura che forse esula da un percorso astrattamente cronologico (tappe, cicli, tematiche, capitoli); ma è segnata di più da una nozione filosofica di tempo come <<durata>>, vissuto soggettivo che può coniugare intuizioni, ritorni, illusioni, residui intermittenti. Nell’insieme dell’opera pittorica, possiamo notare uno svolgimento che sembra muoversi dalle evidenze ad apparizioni emblematiche, dalla sensazione a uno spazio-tempo più irrelato, da una congiuntura biografica a una proiezione destinale, da frammenti del visibile a un cielo dell’invisibile... .

Stefano Crespi
Tratto da Icone dell’invisibile, presentazione in catalogo.

Biografia di Luigi Stradella

Luigi Stradella nasce a Monza nel 1929.
Studia all’Accademia di Brera a Milano, allievo di Aldo Carpi. Si diploma nel 1952 e inizia il percorso artistico partecipando a rassegne collettive e proponendosi con successo, nei primi anni Cinquanta, al Premio Città di Monza, alle “Olimpiadi Culturali”,agli “Incontri della Gioventù”, al Premio Marzotto e alla Quadriennale di Torino.
Nel 1956 esordisce in mostra personale a Milano,alla Galleria Schettini, con presentazione di Aligi Sassu.
L’itinerario espositivo, da allora, si delinea coerente e intenso con partecipazione a esposizioni nazionali e rassegne istituzionali.
Sue mostre personali vengono allestite in diverse città italiane attirando sempre l’attenzione della critica che gli ha dedicato cospicue testimonianze di approfondita lettura. Negli anni recenti gli sono state dedicate mostre personali dal Comune di Monza, Civici Musei; dalla Città di Urbino, Palazzo Ducale;dal Comune di Trezzo d’Adda, Castello Visconteo;dal Comune di Gazoldo degli Ippoliti, Museo D’Arte Moderna e Contemporanea;dalla Provincia di Milano, Spazio Guicciardini.
Dal 1956 ha insegnato Pittura presso la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Sue opere sono conservate nelle collezioni di Enti Pubblici, Musei e Istituzioni. Risiede e lavora a Monza, alternando lunghi soggiorni a Urbino, ove ha svolto intensa attività di grafica e incisione. Nel 2001 ha dato alle stampe un testo autobiografico,quasi autoritratto letterario, dal titolo“Nel filo del ricordo”.

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