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dal 18 maggio al 29 giugno 2008
orari: giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 - 12.00 / 15.00 –
19.00.
ingresso: € 2.60,
ridotto € 1.60
Inaugurazione: sabato 17 maggio ore 17.30
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Comunicato stampa
"Arte oggi a Varese"
propone una panoramica dell’attualità artistica a Varese e nel turismo
circostante.
Fondata su requisiti tecnici, poetici e linguistici, la mostra accoglie artisti
appartenenti a differenti ambiti e, attraverso l’arco delle diverse tendenze,
apre un palcoscenico di intensa dialettica.
La mostra interpreta la continuità di fermento, di ricerca, di impegno artistico
che ha sempre contraddistinto la tradizione, dai maestri storici agli odierni
protagonisti, percorrendo i diversi linguaggi e inquadrando oggi espressioni di
grande sintesi.
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Elena
Strada |
Nino Cassani |
Marcello Morandini Pannello 517-07 2007 |
Dal panorama della provincia, ricco di presenze, attivo nell’associazionismo e nel fervore propositivo, sono evidenziati alcuni artisti ritenuti di particolare profilo. In catalogo viene tributato anche un omaggio ad alcuni Maestri, scomparsi negli anni recenti, riferimenti cardine nella evoluzione culturale del territorio: Enrico Baj, Floriano Bodini, Gottardo Ortelli, Franco Rognoni.
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Antonio Pedretti |
Giancarlo Ossola |
Laura
Branca |
La mostra accoglie opere di:
Anna Clara Beltrami; Angelo Giuseppe Bertolio; Paolo Borghi; Laura Branca; Claudia Canavesi; Walter Capelli; Nino Cassani; Francesco Cucci; Vittore Frattini; Ruggero Marrani; Franco Marrocco; Marcello Morandini; Giancarlo Ossola; Antonio Pedretti; Raffaele Penna; Antonio Pizzolante; Paola Ravasio; Chiara Ricardi; Giancarlo Sangregorio; Anna Sala; Elena Strada; Sara Tardonato; Giorgio Vicentini.
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Franco Marrocco Brace-Natura 2007 |
Giorgio Vicentini Colore Crudo 2006 |
Con Patrocinio del Comune di Maccagno, della Regione Lombardia e della Provincia di Varese con prefazione in catalogo dell’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Massimo Zanello e del Sindaco di Maccagno Fabio Passera, la mostra si aprirà a Maccagno, nelle sale del Civico Museo Parisi Valle, il prossimo 18 maggio con chiusura prevista per il giorno 29 giugno 2008.
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Anna Sala |
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Laura
Branca |
Antonio Pizzolante |
Paola Ravasio Nerbo 2007 |
A cura di Claudio Rizzi,
coordinata da Ad Acta, l’esposizione allinea 46 tra dipinti e sculture.
Il catalogo, edito da Silvia Editrice, presenta illustrazione delle opere in
mostra ed esaurienti apparati antologici e biografici.
Arte oggi a Varese
di Fabio Passera, Sindaco di Maccagno
Festeggiamo i dieci anni dall’inaugurazione del Civico Museo con una mostra che
sembra riportarci immediatamente nei luoghi che hanno visto salpare questa
avventura.
Nel corso degli ultimi anni, da quando Claudio Rizzi è tornato a condurre per
mano le sorti artistiche di questo nostro amatissimo spazio, abbiamo imparato a
conoscere l’arte contemporanea che si è sviluppata in terra di Lombardia.
Solo oggi comprendiamo quanto sia stato importante questo viaggio, perché dopo
un lungo peregrinare ci sembra normale tornare nella nostra amata provincia.
Così scopriamo che questa non è solo la “Terra dei laghi”, come romanticamente
viene dipinta da secoli.
Questo è un luogo dove nascono e operano artisti in grado di segnare un
passaggio spesso cruciale nella conoscenza delle nuove frontiere e della
professione.
Come sono orgoglioso di ritrovare tanti nostri conterranei che condividono
l’amore per questo lembo che unisce Milano all’Europa!
Perché ogni volta che partiamo per un viaggio che ci porterà lontano, siamo
felici di sapere che presto torneremo ai luoghi della nostra infanzia.
Ecco perché sono grato per la scelta che ha fatto Ad Acta di brindare a questo
importante compleanno tra vecchi amici.
Un po’ come si fa nelle famiglie che si ritrovano a commentare benevolmente il
tempo che è intanto inesorabilmente trascorso, non dimenticando mai le proprie
radici.
Invito il pubblico a frequentare le nostre sale e scoprire con noi l’”Arte oggi
a Varese”: trattenendo il fiato e lasciandosi guidare.
Troverete noi e i nostri collaboratori, troverete gente in grado di restituirvi
lo stesso entusiasmo con il quale un bambino si avvicina alle cose del mondo.
Ancora una volta forti dell’aiuto che le Istituzioni superiori hanno voluto
concederci, sapendo che nuovamente non li avremmo delusi.
Il segreto del nostro ottimismo? Il lavoro che giorno dopo giorno costruiamo
insieme a Claudio Rizzi e ai suoi preziosi collaboratori.
La fiducia reciproca che guida i nostri comportamenti e ci spinge a chiedere a
noi stessi sempre di più.
Perché i Sindaci (magari) passano, ma le grandi idee, certamente, restano.
Fabio
Passera
Sindaco di Maccagno
Arte oggi a Varese
di Claudio Rizzi
Un
compleanno importante: dieci anni.
Apparentemente, il tempo dell’infanzia. In realtà, un tempo breve ma intenso,
senza condiscendenza, senza concessioni.
Un Museo non è mai bambino, è adulto da sempre e deve sapere cosa fare da grande
persino prima di nascere. Ma conosciamo la difficoltà persistente nel tradurre i
progetti in concretezza.
Lui crede di venire al mondo benaccetto dai concittadini, di essere atteso con
affetto ed euforia, di incontrare il calore dell’orgoglio e del vanto, come
capita nello sport, nello spettacolo e persino nella politica.
Invece un ipotetico Auditel per il gradimento dei Musei registrerebbe sì e no un
tre per cento di partecipazione della cittadinanza locale. Per fortuna
cittadinanza non equivale a pubblico, ovvero a gradimento, considerazione e
frequentazione, che possono giungere, e così avviene, dall’esterno.
Consolazione e incoraggiamento. Ma rimane un po’ di sconforto.
Nemo profeta in patria. Lo sapevamo ma avremmo desiderato smentire.
Il cittadino, il vicino di casa, il passante abituale, avvertono altre priorità,
esprimono un’esigenza reale oppure un lamento soggettivo e comunque pensano ad
altro. L’assistenza agli anziani, lo spazio all’infanzia, il presidio medico e
poi il tombino che non prosciuga abbastanza, quella siepe troppo alta e i
motorini che fanno rumore.
Il Museo, negletto ma non abbandonato, comprende che vivere significa percorrere
una salita.
Si tratta di un tema italiano. L’analogia risulta dappertutto. A Milano, la
Pinacoteca di Brera, se non fosse per le scolaresche pilotate, per manipoli di
turisti giapponesi e coreani, meno americani oggi, causa cambio euro dollaro,
potrebbe anche sentirsi inutile. Ma ristoranti, bar e discoteche no. I milanesi
frequentano. Questione di costume, di sensibilità, di effimero.
Allora il museo, neonato o bambino, deve rintracciare in sé, nelle radici, nei
cromosomi, motivo e spirito per esistere.
Oggi, a proposito dei Musei, le Istituzioni parlano di “missione”. Può risultare
irriverente nei confronti dei paladini della fede ma, laicamente, un fondamento
di verità esiste.
La nostra società non è propensa alla Storia. È una spirale innescata e non
palesa fine. La cronaca risulta concetto persino ardito: meglio il pettegolezzo.
Il pensiero annoia, evviva lo slogan. Ma soprattutto si nega il domani:
importante è l’immediato, la conseguenza non conta.
Un museo, poveretto, è tutto il contrario. Testimonia l’attualità per proporsi
come documento quando arriverà il giorno della Storia. Che verrà, comunque e
sempre, perché insita nell’uomo anche se assente nello sciocco.
Il museo sceglie e accoglie un tempo determinato e un tema preciso: ovvero
inquadra quel tema e quel tempo. Nel caso dell’Arte Contemporanea risultano
evidenti i termini dell’azione.
Il cittadino, dinnanzi alla determinazione dell’Amministrazione pubblica, può
domandarsi quale sia, nel contesto sociale e nella vitalità collettiva, il ruolo
dell’arte.
Quesito legittimo benché fragile, che trova risposta nelle radici, nel corso dei
secoli, nelle pagine della tradizione e soprattutto si arena nelle derivazioni
che occupano il quotidiano, che approdano all’uso degli oggetti domestici e alle
abitudini del portamento.
L’Arte è presente persino nelle società primitive e tanto più non è avulsa nei
contesti evoluti. Come avviene per la musica, la letteratura, il teatro, non
configura un obbligo ma non è nemmeno ipotizzabile una negazione in assoluto.
Il museo d’Arte Contemporanea non solo documenta la realtà pulsante del tempo,
ma ne approfondisce motivi, ragioni e ascendenze.
Concorre a percepire l’evoluzione sociale, mutazioni e coinvolgimenti, iscrive
pagine di calendario, è traccia di Storia.
In una visione spesso diffusa e distorta, appare come luogo estraneo che
conserva indecifrabili motivi di notizia. Invece il Museo è semplicemente un
legame tra il giorno prima e il giorno dopo, una chiave di lettura del tempo e
della maturità sociale, una stanza di dibattito tra proposte e risposte. Un
motore di dialogo, di aggregazione, di progresso.
Benché la vita sia difficile, il Museo di Maccagno ha dimostrato presto impegno
e coraggio, ha percorso alcune esperienze formative e ha poi individuato una
rotta precisa, negli obiettivi e nell’attività.
Oltre al tema e implicitamente al tempo cui relazionarsi, ha delineato il raggio
d’azione dei propri interessi.
Limitarsi alla pertinenza territoriale avrebbe contraddetto lo spirito e la
personalità congeniti. Ha interpretato un profilo di interesse lombardo,
rivolgendo la propria ottica al fermento artistico dell’intera regione,
dialogando con altri Enti, strutturando sinergie e collaborazioni e ricevendo
consenso e riconoscimenti.
In pochi anni, dalla prima infanzia a questo compleanno, si è caratterizzato
come uno tra i Musei più attivi in Lombardia, dotato di continuità e coerenza
nel calendario di attività.
Ha promosso un programma di nuove acquisizioni a incremento delle raccolte
stabili, osservato con attenzione pesino dai responsabili regionali della
Cultura e dei Musei. Ha realizzato progetti articolati e pluriennali in
compartecipazione e cooperazione con altri Enti, coinvolgendo, con grande
soddisfazione, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia.
Soprattutto ha dato sprone e ha ravvivato l’interesse per l’iniziativa
culturale.
Ha ospitato concerti e programmi musicali, e da quell’esperienza è nato un
grande auditorium, che a pieno diritto può considerarsi un altro vanto di
Maccagno.
Ha accolto scolaresche e laboratori sperimentali per l’infanzia e oggi
assistiamo alla vitalità di una Casa dei Colori e delle Arti nata per
corrispondere a questo specifico scopo.
Maccagno non è una grande città e nemmeno un paese grande ma può essere un grande Comune.
In
una lettura geografica parziale e centralista può apparire lembo estremo e
periferico nella terra lombarda ma in accezione diversa, europea e ampia,
Maccagno è una porta italiana per il viaggiatore che giunge dalla Svizzera e dal
Nord.
In questa ottica la personalità e l’immagine del Comune risultano importanti per
tutti, per la Lombardia e per il Paese.
Il museo è consapevole di questo ruolo e interpreta anche funzioni di strumento
e simbolo di dialogo.
Ma la prospettiva a vasto raggio non deve precludere il rapporto con le proprie
radici. Anzi, questo principio deve risultare fondamento nella conoscenza e
nella documentazione della contemporaneità.
Il territorio di Varese gode di forte tradizione artistica, delineata nel tempo
e nella continuità. Un'associazionismo molto sentito e particolarmente vissuto
dimostra ancora oggi alta partecipazione numerica e grande pluralità espressiva.
La ribalta della provincia è affollata come normalmente avviene nel sistema
italiano dell’arte, parcellizzato nella geografia e capillare nella rinomanza
territoriale. La provincia tutela i propri autori ma alla fine incute anche un
certo torpore.
Tra i molti iscritti al nastro di partenza, risultano pochi i concorrenti capaci
di un itinerario aperto e indipendente dalle ragioni del luogo.
È successo anche in passato ma oggi stupisce ancor più.
Naturalmente si tratta di un percorso intellettuale più che geografico, ovvero
l’espressione di contenuti e strumenti, tecniche e poetiche, interpretazioni e
proposte in grado di attuare dialettica in un palcoscenico ampio, nazionale e
internazionale, in parallelo alla continua evoluzione della società e dei
linguaggi.
Risulta opportuno ripercorrere il tessuto del territorio, riconoscere le pietre
miliari di lettura storica e di recente passato, per individuare il presente
nelle personalità consolidate e nelle voci che approdano alla maturità.
Significa anche prendere atto di una sequenza generazionale che allontana nel
tempo valori indiscussi ma ormai collegati ad altra epoca e considerare una
mutazione di costume nell’eclisse dell’artista punto di riferimento carismatico
come furono Fontana, Guttuso, Baj e da ultimo, Bodini.
Personalità che divenivano “luoghi” di incontro e di consultazione, passaggio
ambito nella maturazione delle nuove generazioni.
Il panorama oggi è improntato ai tempi, coerente, maggiore isolamento, maggiore
solitarietà, poco dialogo, molta individualità, senza intaccare reciprocità di
rispetto e considerazione, semplicemente meno coralità.
In questo paesaggio, lontani dall’agone del quotidiano, risultano quasi in eremo
privato due decani dell’arte, Aldo Alberti e Vittorio Giuseppe Parisi, artefice
dell’idea di fondazione museale e prodigo di cospicua donazione al Comune,
unitamente alla consorte Wanda Valle, tanto da meritare l’intestazione del
Museo.
Esiste dunque concreto motivo per individuare le singole personalità di evidente
profilo e riunirle sulla scena focalizzando l’impegno espresso nella
quotidianità di lavoro a sostegno dei valori comuni.
Alcuni tra loro sono già protagonisti a livello internazionale, altri sono
giovani di talento e di merito.
Tra i due estremi figura un solido gruppo di personalità matura, di profonda
dignità artistica, radicata nella sobrietà dei principi espressivi, forma e
contenuto.
Un tempo esistevano le mostre provinciali che selezionavano e proiettavano alle
esposizioni regionali, che promuovevano infine a una grande rassegna nazionale.
Non si tratta di nostalgia ma simbolicamente, se si dovesse proporre in un’ expò
internazionale, in qualsiasi parte del mondo, un Padiglione Varese, ecco, questa
sarebbe una squadra.
Che
interpreta il nerbo e il nesso della tradizione nel territorio, che ancora
respira il paesaggio e la figura, la suggestione, l’astrazione razionale e il
dinamismo costruttivo, il segno, il colore e lo spazio, la struttura e la forma,
la sintesi e l’evocazione.
Un Padiglione forte, ricco nei contenuti e nei linguaggi, consapevole e maturo
nel conferire un quadro vivo e dialettico della contemporaneità artistica che
pulsa nel territorio e nel Museo di Maccagno.
Claudio Rizzi
Arte oggi a Varese
di Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della
Lombardia
Alla
radicata sobrietà produttiva di Varese e della sua provincia ha sempre
corrisposto in parallelo un vivace fermento artistico, tale da consolidare una
forte tradizione e sviluppare nel tempo importanti esiti di continuità e
prospettiva a futuro.
La mostra che oggi si inaugura è protesa a leggere e documentare l’attualità,
sia nello stretto legame al passato, sia nella proiezione al domani di coerente
sviluppo.
Il Civico Museo di Maccagno, nella sua intensa programmazione di attività,
focalizza l’ambito e il tempo individuando una schiera di protagonisti emergenti
dal contesto in virtù di personali proprietà linguistiche e poetiche. Si tratta
certamente di una sintesi del panorama ma importante anche nel simbolo di una
più vasta dedizione all’arte insita nel territorio.
Gli artisti chiamati a esporre evidenziano peculiarità tecniche e intellettuali
che intrecciano vivace dibattito e alimentano l’evoluzione dei linguaggi
nell’attualità dell’arte.
È questo un tema di particolare rilievo nella transizione epocale e di specifico
interesse per il nostro Assessorato, che rivolge grande attenzione ai giovani,
alla loro maturazione e alle proposte capaci di rinnovamento. La tradizione che
anima e contraddistingue la nostra Regione si manifesta ancora una volta nelle
pagine di questa mostra pur accogliendo nuove voci, giovani energie propositive,
già mature nelle qualità emotive ed espressive.
A testimonianza della continua crescita del territorio, risulta indicativa la
partecipazione femminile in questa mostra, evidente segno di una società e di un
contesto culturale che non solo riconosce i diritti del singolo ma ne sottolinea
anche i meriti.
Risulta spontaneo accreditare un altro merito al Comune di Maccagno e al suo
Museo, attento alla lettura del panorama lombardo e oggi autore di una
importante iniziativa dedicata al territorio, totalmente condivisa e parallela
alle linee portanti della nostra azione di Governo Regionale.
Massimo
Zanello
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia
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