Maccagno con Pino e Veddasca - Martedì, 27 Febbraio 2024

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Gino Moro (1901/1977). Incanto di una stagione sul lago

Gino Moro (1901 / 1977). L'incanto di una stagione sul lago

Collaborazione scientifica: Sergio Baroli e Federico Crimi

La mostra al Civico Museo “Parisi Valle” ripercorre l’intenso legame che ha unito la figura di Gino Moro (1901-1977) a Luino e agli immediati dintorni: un rapporto profondo con i luoghi, ma anche con i volti incontrati dagli anni quaranta del Novecento agli ultimi giorni del 1977. Gino Moro, milanese, ha indubbiamente calibrato la sua tavolozza sui luminosi scenari delle rive lombarde del lago Maggiore, costantemente omaggiato con angolazioni ricorrenti: a Luino, il ‘mitico’ viale Dante alberato di platani, la chiesa di San Pietro in campagna, la ‘Rotonda’.
Quei luoghi, in quegli anni, erano destinati a divenire il crocevia delle memorie e delle riflessioni letterarie di Piero Chiara (1913-1986) e Vittorio Sereni (1913-1983), ma erano anche a pochi passi dal suo studio, alloggiato all’ultimo piano dell’ex Grand Hotel Simplon, proprio davanti al lago e al circolo velico della cittadina.
I luinesi hanno contraccambiato collezionando con costanza oli e pastelli che ora costituiscono il nucleo di una mostra che esplora l’itinerario artistico di un protagonista della ‘linea lombarda’ dell’arte del Novecento.

Moro iniziò gli studi frequentando i corsi di Ambrogio Alciati all’Accademia di Brera. In seguito alternò l’attività di docenza tra la Libera scuola di nudo presso la medesima accademia e il liceo artistico delle suore orsoline in via Lanzone a Milano. Contemporaneamente, la sua opera iniziava a essere riconosciuta a livello nazionale: nel 1930 ottenne il primo premio nella categoria Gioventù alla XVIII edizione della Biennale di Venezia, quando la giuria era presieduta da Adolfo Wildt. Nel 1930 conquistò il Premio internazionale di Parigi. Successivamente la sua presenza è segnalata nelle principali rassegne: Quadriennali di Roma; Permanente di Milano; Mostra d’Arte Sacra di Padova e Mostra Nazionale di Bergamo; con riconoscimenti e premi. Nel 1963 ottenne il premio Città di Milano e nel 1964 quello al concorso A. Feltrinelli per le arti figurative della XXIII Biennale d’Arte di Milano. Allestì rassegne personali dal 1944 a Varese, Legnano e Milano (galleria Gianferrari, nel 1964, con un’introduzione di Giorgio Mascherpa).
Il traguardo di una intensa carriera fu l’antologica lui dedicata da Raffaele De Grada al Museo di Milano, mostra cui Alberico Sala dedicò un articolo apparso sul Corriere della Sera.
Iniziò a frequentare Luino nel 1929 quando sposò Maria Petrini, compagna di studi in Accademia. Sulle rive del Verbano trovò amici, ospitalità come sfollato dal 1942 e sinceri ammiratori. Piero Chiara gli dedicò due pagine critiche, l’una nel 1970 (per una retrospettiva alla Galleria Carini di Milano), l’altra dopo la morte, in un’antologia di quadri e scritti critici edita a Pisa da Pacini Editore nel 1980. Nel 1958 si trasferì in una villa di Caldè e infine a Castell’Arquato dove oggi è sepolto con la moglie.
Pur attento alle tendenze del mondo dell’arte ambrosiana, Moro seppe aderire alle diversi correnti con l’intenzionalità specifica di maturare un linguaggio personale. La sua figura oggi è al centro dell’attenzione in ambito milanese dove, presso la Galleria d’Arte Ponte Rosso, è stata allestita nel 2011 l’ultima rassegna monografica con una presentazione di Elena Pontiggia. Il suo peculiare segno perdurò negli allievi: su tutti, Enrica Turri Bonacina (1917-2005).
(FEDERICO CRIMI).

Classificato generalmente nell’ambito del ‘chiarismo’ lombardo, per la sua adesione a un clima di lavoro diffuso fra alcuni artisti negli anni ’50 del Novecento, Gino Moro fu invece un maestro indipendente. E per questo (…) è ancora poco indagato dalla critica e per nulla conosciuto dal pubblico. Destino iniquo per un autore che ha lasciato (…) brani seducenti, dove paesaggi, nudi e nature morte affiorano da una tavolozza di toni bassi e smorzati, nelle gamme degli argenti e degli azzurri freddi. E a tal punt¬¬¬o vibranti di sentimento che De Grada ebbe a chiedersi (…): “Non è questo il punto finale della tradizione lombarda che si rinnovò con la Scapigliatura?”
(Chiara GATTI, Maestri d’affetti, in Luino sul Lago Maggiore, Nastro ed., Germignaga 2004).¬¬

Un sentito ringraziamento a: Atelier Turri-Bonacina, Varese; A.V.A.V., Luino; Gabriella Badi; Comune di Luino; Finaesse s.r.l., Germignaga
e tutti i privati collezionisti che hanno generosamente contribuito

Per informazioni: + 39 0332 561202
Civico Museo “Parisi Valle”
Via Leopoldo Gianpaolo 1
21061 Maccagno con Pino e Veddasca (Va).

Inaugurazione 8 Dicembre alle ore 17:00

Locandina (click per ingrandire)

Locandina Gino Moro

 

Volantino (click per ingrandire)

pieghevole fronte Mostra Gino Moro

 

pieghevole interno Mostra Gino Moro

Immagini della mostra (click per ingrandire)

 

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Civico Museo Parisi Valle
via Leopoldo Giampaolo 1
21061 Maccagno con Pino e Veddasca
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